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Monterotondo Marittimo (GR)


By webmaster - Posted on 07 December 2011

Il territorio delle Colline Metallifere Grossetane. Le principali mineralizzazioni.

Il paesaggio minerario delle Colline Metallifere grossetane è da lungo tempo al centro degli interessi di ricerca dell’insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università di Siena.

Sotto la guida di Riccardo Francovich sin dalla metà degli anni ‘80 hanno preso avvio numerosi progetti di scavo e di archeologia del paesaggio, il cui principale obiettivo è stato quello di studiare il rapporto esistente fra le forme dell’insediamento antropico e la presenza di risorse minerarie sfruttate attraverso i secoli. All’interno di questo quadro di riferimento una particolare attenzione è stata posta allo studio delle dinamiche insediative e di controllo del ciclo produttivo nel Medioevo, periodo storico per il quale sia le testimonianze archeologiche che la documentazione scritta risultano per l’area di eccezionale importanza.

Con il maturare della ricerca, al primario obiettivo di individuare e mappare gli antichi luoghi di estrazione e lavorazione del rame e dell’argento per conservarne memoria storica e proporne una adeguata valorizzazione, si sono affiancati nuovi campi di indagine: le peculiarità geologiche dell’area in questione ne fanno infatti un meraviglioso laboratorio a cielo aperto, ricco di una profondità cronologica del tutto singolare.

Le indagini condotte sui territori di Monterotondo Marittimo e Massa Marittima in particolare hanno evidenziato il ruolo chiave giocato da queste aree in differenti periodi storici in relazione alla presenza di importanti materie prime quali il diaspro, le mineralizzazioni a solfuri misti, l’alunite ed i fenomeni a carattere idrotermale di non comune entità, ancor oggi evidenti ed ampiamente sfruttati dalle moderne centrali geotermiche. Tutte queste risorse nel corso dei secoli hanno rivestito un’importanza strategica e furono diffusamente sfruttate, come ben evidenziato dai dati archeologici emersi al termine di un triennio di ricerche condotte sul territorio di Monterotondo Marittimo, e da quelli documentari. In taluni casi le evidenze archeologiche registrate sono estremamente puntuali e ciò ne facilita l’interpretazione; è questo il caso dello sfruttamento dei solfuri misti appunto, per i quali le tracce sul territorio sono sufficientemente leggibili. In altri casi invece gli spunti interpretativi nascono dall’analisi incrociata di più aspetti, in primis da una valutazione in parallelo delle forme dell’insediamento sul territorio e della dislocazione delle risorse, senza trascurare naturalmente, ove presenti, le fonti archivistiche. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che un ambiente naturale ricco di boschi e corsi d’acqua come quello in oggetto dovette essere caratterizzato da un’economia legata in buona misura sia alle produzioni agricole che all’allevamento ed allo sfruttamento del bosco.

All’interno del quadro sin qui illustrato un posto di rilievo e dunque uno specifico approfondimento di ricerca è stato riservato al tema dell’allume, del suo reperimento, della sua lavorazione e commercializzazione. Il sito di Monteleo è oggetto di una campagna di scavo da parte dell’Università di Siena iniziata nel settembre 2008 e tutt’ora in corso. Le strutture oggetto dell’ indagine archeologica sono appartenenti all’allumiera, ossia un complesso di edifici allestiti per la produzione di allume. Il sito assume così grande rilievo all’interno del panorama delle Colline Metallifere, ma anche a livello nazionale, per il fatto che è uno dei pochi impianti produttivi di questo minerale ancora in buono stato di conservazione non solo in Italia, ma anche nel panorama europeo.

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Il paesaggio è caratterizzato dall'abbondanza di fenomeni geotermici
Monterotondo. Foto da Poggio del Sergente
Panorama
Panorama da Podere Paterno