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Montieri (GR)


By webmaster - Posted on 09 December 2011

Montieri. Foto dalla chiesa di San Giacomo

Le Colline Metallifere grossetane ed il comprensorio montierino in particolare, sono state più volte opportunamente definite un “territorio laboratorio”, poiché racchiudono al proprio interno caratteri peculiarissimi che le rendono un’area di analisi ottimale per lo studio delle tecnologie estrattive e metallurgiche di epoca pre-industriale. La sostanziale conservazione del paesaggio e la sua scarsa antropizzazione hanno determinato nei fatti il preservarsi di numerose testimonianze delle attività estrattive e metallurgiche antiche; accanto a queste, come noto, il territorio mostra importanti testimonianze della più recente storia mineraria.               

L’insieme delle emergenze di carattere archeominerario ed archeometallurgico rendono il caso montierino di particolare rilevanza anche all’interno delle strategie di valorizzazione territoriale basate sul recupero del paesaggio storico, ed infatti il territorio risulta al centro delle linee tematiche previste dal Masterplan del Parco Archeologico e Tecnologico delle Colline Metallifere grossetane proprio in relazione ai “percorsi/circuiti delle cave e miniere”e “della metallurgia”. La stessa ubicazione di Montieri, non felicissima dal punto di vista ambientale è invece cruciale rispetto alle implicazioni di controllo della risorsa, e si lega alla presenza degli importanti giacimenti a solfuri misti (ferro, rame e, soprattutto, piombo/argento) che risultarono essenziali per l’economia del centro sin dalle sue origini e ne determinarono il singolare sviluppo istituzionale e giuridico, ben delineato nel celebre studio di Gioacchino Volpe. (Volpe, 1924)

Il presente progetto va inteso come un primo passo in direzione della piena conoscenza di tale patrimonio e della sua gestione informatizzata. Questa prima fase ha avuto come obiettivo quello di mappare e georeferenziare una parte delle emergenze archeominerarie ed archeometallurgiche presenti sul territorio comunale, già in parte note e segnalate ,e nello specifico quelle localizzate sul Poggio di Montieri, un’area intensamente sfruttata per la presenza di importanti giacimenti di galena, blenda, pirite e tetraedrite argentifera. I minerali si presentano nell’area come una serie irregolare di vene e filoncelli a matrice calcitica e quarzosa incassata in Calcare Massiccio (Colline Metallifere. Inventario del patrimonio minerario e mineralogico, 1995). Per questa natura giacimentologica e per le tecniche di coltivazione utilizzate (a seguire il filone e spesso, come ben documentato nel massetano, procedendo con pozzi ravvicinati per intercettare la vena mineralizzata; Aranguren et alii, 2007) il poggio risulta costellato di catini di franamento corrispondenti a pozzi occlusi, ma mostra anche, a seconda della natura della roccia incassante e della morfologia del terreno, accessi al sottosuolo ricavati in fratture naturali, ai quali fanno seguito pozzi diretti ad intercettare le masse mineralizzate.

L’area del Poggio di Montieri risulta di particolare interesse non solo dal punto di vista storico-archeologico, ma anche in relazione alle possibili strategie di valorizzazione della risorsa archeologica che l’Amministrazione Comunale vorrà intraprendere. Le emergenze rilevate, delle quali si fornirà in questa sede una descrizione ed una precisa georeferenziazione, potranno infatti auspicabilmente divenire oggetto di più percorsi tematici, dei quali formuliano una ipotesi, che guideranno il visitatore nella storia mineraria di Montieri, offrendo al contempo un agile collegamento dal centro storico al territorio ed un approfondimento tematico agli aspetti dell’estrazione e della lavorazione del minerale.

Oltre ai numerosi sopralluoghi sul Poggio di Montieri il progetto ha previsto anche un approfondimento di indagine nell’area delle Carbonaie (oggetto di uno specifico percorso di valorizzazione); in questo caso l’obiettivo era quello di offrire un quadro aggiornato delle emergenze minerarie e metallurgiche relative all’impresa mineraria di Giovanni Arduino, ben nota dalle fonti documentarie ma assai meno studiata nei suoi aspetti archeominerari.

L’area delle Carbonaie, inserita fra i siti chiave del masterplan del Parco delle Colline Metallifere grossetane nella sezione di Archeologia Industriale, è infatti al momento priva di documentazione specifica, ma va considerata di importanza del tutto eccezionale nel quadro delle emergenze degne di tutela e valorizzazione presenti sul territorio montierino.Quest'area offre dunque una prospettiva diacronica al più generale tema dell’archeologia mineraria nel territorio, perché illumina un’epoca di lavorazioni successiva a quella che interessa massicciamente il poggio di Montieri, pur evidenziando al contempo la preesistenza di attività estrattive che ben emergono dalla documentazione storica, e che sono ancora in parte riconoscibili nella stessa zona.

Galleria Immagini

Galleria Foto

Paesaggio da località Le Piane
Strada nel bosco di castagni
Podere Le Carbonaie
Corridoio di Miniera in località Le Carbonaie
La polveriera in località Le Piane
Ingresso di miniera. Buca delle fate